Correvano i primi anni 2000 e, come tanta gente a quei tempi, anche io aprii un blog.
Avevo vent'anni e tanta voglia di condividere vita, morte, miracoli e soprattutto paranoie di una studentessa fuori sede e fuori corso a Milano. Dava un po' di sollievo poter pubblicare quello che passava per la mente senza doversi vergognare, perché spesso si restava nascosti e protetti dietro a un nickname.
Passarono gli anni e come sappiamo i blog cominciarono a essere sempre meno letti e amati, sostituiti -credo - dai profili social, finché io e quasi tutti i miei blogger preferiti, con i quali interagivo regolarmente, abbiamo gradualmente smesso di scrivere e interagire.
A distanza di un ventennio, la ventenne è diventata quarantenne e ha pensato di andare a ricercare quel blog per ripensare un po' a quei tempi tormentati, e che dire... ho amaramente constatato che le paranoie sono sempre le stesse, si sono solo camuffate da vita adulta, con quel carico di disillusione che riesce a farti più o meno accettare che un senso non c'è, che il senso della vita è "semplicemente" viverla, liberandoci dalle zavorre, seguendo ciò che più ci fa stare bene.
Perché iniziare un nuovo blog? Boh, non lo so, forse perché da qualche parte ho letto che scrivere fa bene, è curativo. E allora scrivo.
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